Casella di testo: IL NOSTRO PROGRAMMA
Manifesto - appello per l’ambiente.

La globalizzazione dei processi economici, sociali, culturali, religiosi, etici e politici ci pone tutti di fronte a nuove importanti sfide.
Ogni cambiamento presenta rischi ma anche nuove e grandi opportunità.
In campo ecologico si può ragionevolmente intravedere la possibilità di un concreto governo dell’ambiente a livello planetario ed al rinascere di una cultura umanista che sappia rendere sempre più accogliente e bello il nostro pianeta.
Bisogna infatti fornire risposte efficienti a fenomeni come il sottosviluppo, la povertà, la fame, la carenza di acqua potabile, l’assenza di servizi igienici, la scarsità di energia,. il non trattamento dei rifiuti, il miglioramento della qualità della vita, con la certezza che un mondo migliore può essere costruito se lo sviluppo economico, e scientifico sarà orientato lungo le stesse direttive che hanno caratterizzato l’umanesimo cristiano e cioè la ricerca del vero, del giusto e del bello.
Per quanto riguarda il governo del nostro Paese, negli ultimi decenni, ha dominato una politica  ambientale che si è opposta allo sviluppo dell’Italia. In nome di una concezione pessimista dell’umanità e delle sue attività, i gruppi ecologisti hanno limitato e impedito lo sviluppo e la realizzazioni di ogni tipo di infrastruttura, opponendosi alle strutture viarie, alla Tav, ai ponti, alle strade, alle dighe mobili,  agli impianti industriali, alle centrali elettriche, ai temovalorizzatori, addirittura si sono avute manifestazioni contro la costruzione di un auditorium.
Eppure è evidente che la costruzione di queste opere, oltre a favorire occupazione e sviluppo, avrebbero contribuito a migliorare la vita della comunità sociale e del bene comune, incentivando anche la crescita e le condizioni di flora, fauna .
Il non sviluppo e il blocco alle opere infrastrutturali ha invece limitato il progresso della comunità civile, lasciando situazioni di degrado e inquinamento, penalizzando il bene comune.
Questo dato conferma che la cultura e la politica ambientale dominante è caratterizzata da una ideologia che identifica l’umanità e le sue attività lavorative come la principale causa dell’inquinamento. Secondo questa ideologia va limitata la crescita umana con piani di controllo demografico e sovvertimento della famiglia monogamica e vanno contrastate e impedite le attività imprenditoriale e lavorative, perché consumano e alterano l’ambiente.
Per imporre tali politiche irrazionali, l’ideologia ecologista ha venduto e confezionato solo paure.
Dalla crescita demografica descritta come più pericolosa dell’esplosione di  termonucleare, fino agli scenari di stravolgimento climatico con mari che si sollevano, terre che inaridiscono, cicloni che spazzano via le città costiere, foreste che scompaiono, biodiversità che si estingue…
Gli scenari apocalittici sono stati utilizzati per far accettare un incremento indiscriminato e continuo dei costi dell’energia, dei trasporti, del combustibile, del gasolio da riscaldamento e del non trattamento dei rifiuti. Le attività produttive sono state ulteriormente penalizzate da un aumento indiscriminato e vessatorio di tasse e multe.
Tassazioni e aumento dei costi che non sono stati corrisposti da benefici concreti, né in termini produttivi né tantomeno per la salvaguardia dell’ambiente. 
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